Nota
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Anno 2009
14 agosto 2009 - Calabria Ora - N°223 - "Reggio Calabria saluta i Pooh", di Consolato Minniti
[...] i Pooh salutano Reggio per l'ultima volta nella loro storica formazione a quattro, ospiti della carovana di Rtl 102.5. Un'arena "Franco" traboccante di gente fa da cornice a quello che può essere definito come l'evento clou dell'estate reggiana sotto il profilo musicale [...].
[...] Un velo di tristezza scende sui volti dei fan quando Dodi rivela che «Non eravamo pronti ad una tournée del genere, ma si tratta di un momento particolare di grandi emozioni ed accadimenti». Ed allora si può iniziare davvero sulle note di "Ancora una notte insieme" l'ultimo singolo del gruppo. [...] Roby Facchinetti, con voce rotta da un brivido ancora non sopito, racconta che «dopo la decisione di Stefano di fermarsi abbiamo accompagnato questa scelta, non condivisibile, con amicizia perché Stefano rappresenta la nostra vita». Ci prova Red a smorzare il momento di serena malinconia spiegando che il loro "grande" concerto prevede tre ore di musica con 45 brani da eseguire [...].
[...] Dod [...]: «All'inizio pensavamo Stefano scherzasse, lui è uno giocherellone, ma poi abbiamo capito che faceva sul serio. La nostra reazione è stata simile a quella del nostro pubblico, siamo rimasti sbigottiti ma poi abbiamo capito che si trattava di una scelta di vita». Solo poche parole per Stefano [...].
«Mi sono accorto - confessa - che ci si ritrova a 60 anni dove spendi più di candeline che di torta e mi sono chiesto cosa avessi fatto oltre che suonare i tamburi? Da qui la decisione di lasciare, non senza aver ringraziato tecnici, pubblico e personale dei nostri uffici, oltre ovviamente ai miei amici per sempre che non mi hanno mai fatto sentire in colpa per una scelta di vita e di onestà». [...] note rock di "Amici per sempre"[...]. Così, dal rock di "Quello che non sai" e "Vieni fuori" si passa alla melodia accesa di "Piccola Katy". [...] "La donna del mio amico", ma l'Arena scende giù appena appena Dodi lascia partire l'accordo di settima che dà il via a "Tanta voglia di lei" [...].
[...] "Dammi solo un minuto" [...]. "Noi due nel mondo e nell'anima" [...] "Nascerò con te" [...] "Pensiero" [...] "Chi fermerà la musica" [...].
18 agosto 2009 - Il Centro - Aquilone - "I Pooh domani a Pescara"
I Pooh saranno in Concerto a Pescara domani sera. L'appuntamento con l'unica data abruzzese del tour italiano della band è alle 21.30 nel teatro D'Annunzio sul lungomare Cristoforo Colombo di PeScara Portanuova. «Ancora una notte insieme» è il nome del tour che i Pooh stanno portando avanti questa estate per celebrare i 40 anni di carriera. Ma è anche la loro ultima tournée con il batterista Stefano D'Orazio, che ha deciso di abbandonare la storica band dopo quarant'anni di attività [...].
I biglietti (tutti posti a sedere) costano 51,75 euro (per la platea numerata) e 40,25 euro (per la gradinata non numerata) [...].
25 agosto 2009 - L'Adige - "«Molti anni ancora con i Pooh»", di Fabio De Santi
[...] Mancano poco meno di tre settimane al concerto che il quartetto pop più amato d'Italia terrà al Palasport di Trento il 12 settembre. Tanti i biglietti già staccati per l'evento, organizzato dalla Showtime [...]. Lo show dei «Pooh» sarà anche, a quanto pare, l'ultimo che gli «orsetti» terranno con l'attuale formazione visto che il batterista Stefano D'Orazio, dopo 38 anni di carriera artistica ha deciso di lasciare la band. Un concerto che avrà comunque un sapore speciale come quello del disco «Ancora una notte insieme» pubblicato dai «Pooh» per accompagnare questo tour. [...] la nostra intervista con Robi Facchinetti [...].
[...] questo è davvero l'ultimo tour dei «Pooh» e ci sarà un futuro anche senza Stefano D'Orazio?
«[...] più si avvicina la fine di questo tour più ci poniamo anche noi questo interrogativo. [...] ci prenderemo del tempo, un momento, non so quanto lungo, di riflessione. La mia sensazione di oggi è che i Pooh avranno un futuro ma bisogna vedere con quali forme. Quindi la risposta è: non so se, ma piuttosto, come, i Pooh andranno avanti [...]. Come molti fans, all'inizio anch'io ho fatto fatica a capire la sua scelta di smettere con la musica ma poi ho pensato che era una decisione meditata e per lui importante. Se i Pooh proseguiranno lo faremo in tre, io, Dodi e Red, però dovranno esserci le motivazioni giuste, le cose da raccontare in musica e un progetto nuovo nella continuità di quello che siamo stati e siamo oggi [...]. La nostra scelta è stata quella di congedarci in questa formazione a quattro con un doppio cd di trenta brani in cui emergessero le canzoni le canzoni del nostro repertorio basate sull'intreccio delle nostre quattro voci. Siamo stati contenti anche di come è stato accolto il brano inedito, quello che dà il titolo al disco [...]».
E la scaletta? [...].
«[...] Il concerto dura praticamente tre ore con più di quaranta brani.Ci sono i nostri grandi successi da "Pensiero" a "Piccola Katty" insieme a quei brani in cui emerge un cantato a quattro voci, in stile "Uomini soli" o "Buona fortuna" accanto a quelli sinfonici come "Parsifal" [...]».
Ci sarà un nuovo disco dei «Pooh»?
«Credo di sì [...]».
07 ottobre 2009 - Vanity Fair - Pag.176 - "Uomini soli (davvero)", di Andrea Scarpa
[...] dopo aver ufficializzato a maggio l'uscita di D'Orazio, che il 12 settembre ha compiuto 61 anni, e aver pubblicato la raccolta Ancora una notte insieme,i quattro hanno passato tutta l'estate in tour. L'ultimo concerto è fissato per il 30 settembre a Milano, al Forum di Assago. Tutto esaurito da mesi.
Senza D'Orazio, che due giorni prima si questo servizio ha rinunciato a posare, ho in contrato i Pooh a Milano sul set del servizio fotografico, e uno alla volta nei due giorni successivi [...].
I Pooh vanno in pensione?
Dodi: «Non lo sappiamo».
Red: «Cinquanta per cento andiamo avanti, cinquanta finiamo qui».
Roby: «La voglia di continuare c'è, dobbiamo capire come. Abbiamo bisogno di nuovi stimoli, grandi progetti, cose mai fatte prima. Non stiamo cercando un nuovo batterista».
Quanta gente si è proposta?
Dodi: «Ho il computer pieno di email. Sono arrivate anche dall'estero».
Parlavate di stimoli: per esempio?
Roby: «Lavorare con i più grandi musicisti internazionali. Abbiamo una storia da difendere: per continuità e e qualità, pochi hanno fatto come noi».
La decisione di Stefano l'avete condivisa?
Red: «Non è un'operazione di marketing, come ha insinuato qualcuno. Abbiamo dovuto condividerla per forza. Altrimenti l'avremmo offeso. E noi siamo suoi amici sul serio».
Dodi: «Non la capisco, ma la rispetto».
Roby: «Gli auguro che sia veramente profonda e sentita».
Secondo voi lo è?
Roby: «So solo che avremmo voluto dividere con lui anche il finale dei Pooh».
Dodi: «Avremmo voluto chiudere con il cinquantennale, nel 2016».
Roby: «Noi tre e il pubblico meritavamo altro da Stefano».
Red: «Ragazzi, la sua è una scelta, non un colpo di testa. Ci ha comunicato le sue intenzioni due anni e mezzo fa. Noi ci abbiamo convissuto fino a quando non sono circolate le prime voci che parlavano di litigi, avvocati e buonuscite milionarie. Solo allora abbiamo deciso di dire tutto. Per evitare che si sporcassero 43 anni di storia impeccabile. Non abbiamo litigato: Stefano si è stufato. Tutto qui».
Voi tre non vi siete mai stancati?
Dodi: «Spesso, mai però fino al punto di mollare. Io da bambino tutto questo lo sognavo».
Roby: «Tante volte. Poi però, dopo una settimana che sei a casa, pensi alla band. Noi siamo musicisti dentro. Da quando ci conosciamo non siamo mai stati più di un mese senza vederci».
Red: «Il nostro sogno è schiattare sul palco».
Queste settimane di concerti come sono state?
Roby: «Belle e dolorose. Dagli anni '80 non vedevo tanto coinvolgimento del pubblico. E se penso al 30 settembre sto male. Dopo tutto ognuno di noi ha passato più vita con gli altri tre che con mogli e figli [...]».
I fan che cosa vi dicono?
Roby: «Di andare avanti. E molti si chiedono: "Che cosa avrà mai da fare Stefano per rinunciare ai Pooh?"».
Red: «Lui sogna di non fare tutto quello che ha fatto finora. Per noi è facile parlare: abbiamo moglie e figli, Stefano no».
Roby: «Mi piacerebbe che fra un po' mi telefonasse per dirmi che si sposa e che sta per diventare papà. Allora capirei meglio».
Dodi: «Sono convinto che, se gli avessimo chiesto subito di restare come manager, avrebbe accettato».
Red: «No. Lui è stanco anche di noi. Vuole cambiare tutto. Non crede più in questo mestiere. Non si diverte più».
DODI BATTAGLIA, IL CHITARRISTA
[...] D'Orazio faceva anche da manager, era il «ministro delle finanze» dei Pooh: come farete?
«Lo imiteremo. Anche se, in fondo, manager dei Pooh siamo stati tutti e quattro. Stefano più che altro è stato un geniale organizzatore».
Quando ha capito che faceva sul serio?
«Subito. Gli altri due, soprattuto Roby, hanno messo a fuoco la situazione solo all'ultimo».
Come amico, c'è qualcosa che si rimpriovera?
«Sì. In quell'albergo di Como, quando ci ha detto che voleva andarsene, avrei dovuto prendere una bottiglia di vino, bussare alla sua stanza e chiedergli: "Che cazzo sta succedendo?". Forse oggi mi sentirei più leggero».
Salutate tutti e chiudete qui: perché no?
«I Pooh meritano un altro finale. Siamo nella storia musicale di questo Paese [...]».
ROBY FACCHINETTI, IL TASTIERISTA
[...] «Lo ammetto: non avevo capito che il disagio di Stefano fosse così profondo. Sono ottimista e non penso mai al peggio [...]».
Per i Pooh adesso ci vuole più coraggio a smettere o ad andare avanti?
«Ci vuole coraggio in entrambi i casi. Chiudere così non mi piace, ma andare avanti e fare una schifezza sarebbe disastroso [...]».
RED CNAZIAN, IL BASSISTA
[...] Qual è il vero problema: perché D'Orazio va via?
«Ho passato quasi due anni a parlare con Stefano, a farmi raccontare tutto, e a piangere insieme. Non c'è un problema, perché un problema lo si affronta e lo si supera, ma un milione di piccoli problemi che non hanno soluzione. Stefano vuole voltare pagina, mettersi alla prova con altre cose. Mi ha intenerito perché ho visto il bambino che vuole ancora giocare, forse per l'ultima volta, visto che non siamo ragazzini [...]».
Quanto costa chiudere l'azienda Pooh?
«Tanto, dal punto di vista dei sentimenti. Ieri abbiamo sciolto la società e subito dopo ho firmato le lettere di licenziamento dei nostri quattro dipendenti. Se continueremo, saranno tutti riassunti».
Quanto contano i soldi in questa vostra voglia di andare avanti?
«La verità? Guadagnerei più a fare concerti da solo, e lo stesso vale per Roby e Dodi. I Pooh sono una macchina talmente costosa che non ci sono mai rimaste grandi cifre in tasca. La nostra politica è sempre stata offrire uno show impeccabile a un prezzo ragionevole».
Quanto?
«A un impresario, quest'estate un nostro concerto costava 60 mila euro, e abbiamo sempre fatto il sold out [...]».
Dopo il 30 che farete?
«Ce ne andremo in un bell'albergo, noi tre. E andremo via solo quando avremo capito qual è la cosa migliore da fare».
Se Stefano ci ripensasse?
«È troppo serio e onesto per farlo. E poi non ci staremmo noi» [...].







