Pooh - Un po' del nostro tempo migliore

Un po' del nostro tempo migliore
Lato B

Lato A e lato B della copertina.

Dati

  • Titolo = Un po' del nostro tempo migliore
  • Data matrici = 03 marzo 1975
  • Versione = Vinile 33 giri
  • Editore e codice = CBS 69118 (vinile) CBS 40 S 69118 (musicassetta) CBS 42 S 69118 (stereo8)
  • Tipo audio = Stereo
  • Produzione artistica e realizzazione = Giancarlo Lucariello
  • Arrangiamento e direzione orchestra = Gianfranco Monaldi
  • Tecnici del suono = Gualtiero Berlinghini, Ezio De Rosa, Franco Santamaria
  • Studio di registrazione = Milano Recording
  • Fotografie = Mauro Balletti
  • Realizzazione grafica = Luciano Tallarini

Note sull'album

Il servizio fotografico fu realizzato a Villa Mapelli Mozzi a Ponte San Pietro, tra Bergamo e Lecco, con dei figuranti in abiti ottocenteschi.
La copertina è apribile, con libretto marrone allegato con foto e testi che sparirà a partire dalla ristampa del 1989.
Premi: Un Disco d'Oro per aver venduto oltre 500.000 copie.

Altre note sull'album...

Formazione

  • Dodi Battaglia = voce, chitarre acustiche 6 e 12 corde, chitarre elettriche 6 e 12 corde, steel guitar, mandolino e sitar
  • Red Canzian = voce, basso, violino e chitarra elettrica 6 corde
  • Stefano D'Orazio = voce, batteria, timpani, flauto, gongs, legni, bonghi e campane tubolari
  • Roby Facchinetti: voce, piano, organo, clavicembalo, eminent, sixtro, mellotron, celeste, arp moog e minimoog

Preludio

  • Musica: Roby Facchinetti
  • Timing: 3:54 ca.

Brano strumentale

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

La canzone originale è in tonalità di MI maggiore.

Credo

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia
  • Timing: 4:30 ca.

Credo
negli anni che ci aspettano
nell'esaltante idea
di te
di me
io credo
Credo
che ai limiti più limpidi
del mondo arriverò
con chi
mi fu
vicina
nel
silenzio mio
di prima
C'era forse amore e finalmente là mi abbandonai
non saprei se c'era o no
forse allora solo in te
poi l'abbraccio della dolce e nuova sicurezza tua
quand'ero inesistente ormai
e grazie a te mi risvegliai
Credo
da bimbo mi insegnarono
a non pensare mai
perché
si vive
bene
Credo
pensieri e idee rinascono
di tutto ho voglia io
ormai
il tempo
è mio
sono io
che esisto
e credo
Per difendere la nostra intesa contro un mondo che
respinge una come te
c'e forza ed anche rabbia in me
Tutti quanti sono grandi nella loro dignità
son giusti forse più di noi
ma voglio amore e tu ne hai

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

La canzone originale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Credo_-_Pooh

Commenti sulla canzone

Stefano D'Orazio

“Mi piaceva suonare questa canzone dal vivo ed era una delle preferite del nostro storico tecnico del suono Osiride Gozzi. A quel tempo quelli che mixavano i concerti non erano ancora ingegnere, ma Osiride lo era già a tutti gli effetti. Aveva fatto la gavetta nelle balere della Romagna e fu proprio in una di queste che lo scoprimmo. Una forza della natura, grande lavoratore e sempre pronto allo scherzo. Lui, con la compagine dei tecnici che ci accompagnavano in quegli anni, formavano un team efficientissimo e affiatato che ci invidiavano tutti i nostri colleghi. I tecnici dei Pooh hanno fatto scuola. C’era Renato Neri, l’ineguagliabile tecnico delle luci inventore dei nostri effetti speciali e mio incosciente complice in tutte le diavolerie che sperimentavamo sul palco. C’era Fabi Cricco, all’epoca assistente di Neri e ancora oggi al nostro seguito, salito da anni al ruolo di regista dei nostri spettacoli. Fabio Galantucci, all’epoca detto GUagliò perché era davvero una creatura e che a tutt’oggi è responsabile delle luci, Pasquale Di Lauro, il mio mitico assistente della batteria, Bruno Porciani, l’uomo dei fumi e dei botti e tanti altri di cui ricordo perfettamente facce e fatti. Erano anni in cui il nostro mestiere era tutto da inventare, non c’erano punti di riferimento e anche le attrezzature si evolvevano per sperimentazione. I nostri tecnici hanno avuto un ruolo importantissimo. Se i Pooh erano considerati numeri uno, è stato anche per merito loro.”

Una storia che fa ridere

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Dodi Battaglia, Roby Facchinetti
  • Timing: 4:24 ca.

Via di qui
per favore, via
non saprei
controllarmi più
caro amico
guarda, ascoltami
fa che tu
fa che lei
non vi veda più
Pensa un po'
lo sapevo già
e cosi
non mi importa più
molti errori
avete fatto a voi
lei lo so
che cos'è
m'hai stupito tu
Se potessi scriverla è una storia che fa ridere
c'è un ragazzo strano senza sangue nelle vene
ha un amico solo e quello sono io
che chissà perché gli vuole bene
Questo amico ha fatto molte cose sempre in vita sua
molte cose giuste, molte no, fra queste una
Ha una certa donna, quella lì
e ha creduto in lei come a nessuna
L'altro no
non sorride mai
forse sa
che ha un suo fascino
l'indifesa sua
solitudine
Tutti lì
intorno a lui
a proteggerlo
E ogni giorno io, l'amico sempre pieno di allegria
spargo intorno a lui il sapore buono della vita
e l'esempio primo della vita è lei
lei che adesso è li che trema e sta piangendo
Si, perché è magia che piace tanto nelle favole
il ragazzo fragile un bel giorno s'è svegliato
e nel modo in fondo più perfetto, sì
ciò che non sopporto è questa scena adesso
Via di qui
per favore, via
aprirò
le finestre e poi
se mi viene
io ne riderò
Via di qui
via di qui
per favore, via

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

La canzone è stata successivamente pubblicata su:

  • 1975 – Mediterraneo / Una storia che fa ridere (45 giri Juke-box CBS YD 417)

La canzone originale è in tonalità di DO maggiore.

Oceano

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia
  • Timing: 4:26 ca.

Dietro di me
terre di uomini
sopra di me
mondi di nuvole
Infinito e vento ormai
dentro gli occhi affondano
nella vela tesa io
voglio solo esistere
Nelle città
devi nasconderti
finché l'età
pian piano porti via
consumati sogni che
troppo sole chiedono
ma i vent'anni e l'anima
li ho tenuti stretti io
È il regalo più importante
al figlio che mi dona lei
nuove stelle e spiagge bianche
e orizzonti solo miei
Che mai dirà
lei quando in casa mia
gente verrà
per farle dire se
sono un pazzo o se l'idea
di quest'avventura mia
io l'avevo in mente già
nei tranquilli giorni là?
Terra non c'è
ombre nel sole mai
l'immensità
voci sommerse ha
L'alba esausta e lucida
non riscalda l'anima
ma il cammino tracciano
ali bianche e rapide
In quel punto c'è il mio mondo
la mia gente, tu ci sei
ora esisto fino in fondo
lo vedrai negli occhi miei

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

La canzone originale è in tonalità di LA minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Oceano

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“È cantando questo pezzo e Credo (era il 1975) che ho iniziato a sentirmi davvero un cantante. Fino a quel momento, un po’ per timidezza, un po’ perché in effetti ritentevo più gratificante suonare il piano o le tastiere, davo scarso rilievo alla voce. Da quel momento in poi invece ho cominciato a ritenere questo “strumento” importante come una chitarra o un pianoforte.“

Fantasia

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 3:17 ca.

Fantasia
legna sulla fiamma e ci si scalda un po'
vedrai
sopra l'acqua il vento argento scioglierà
per te
Sul tuo corpo bianco l'ombra mia
sarà
fra un attimo carezza e fuoco e tu
vedrai
con gli occhi semichiusi ciò che c'è
e non c'è
la danza della fiamma al vento e
su te
e intorno a te e dentro te la libertà
Fantasia
le stanze della notte in quest'isola mia
però
han breve il fuoco e rapido il risveglio e
direi
che sul tuo viso l'alba rende a te
di già
la scialba ed immutabile realtà
e tu
con triste tenerezza intorno a noi
vedrai
il mare nell'acquario e il fuoco spento
ormai
la stanza di un ragazzo e non sorriderai

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

La canzone originale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Fantasia_-_Pooh

Mediterraneo

  • Musica: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia
  • Timing: 5:42 ca.

Brano strumentale

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording tra novembre e dicembre del 1974.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini, Ezio Rosa e Franco Santamaria.
Ass. Sound Engineer: E.Maffione e R.Monaldi.
Supporti: Nastro magnetico 16 piste.
Mixer: Telefunken.
Transfer: Milano Recording a cura di Marco Inzadi.

La canzone è stata successivamente pubblicata su:

Dodi Battaglia suona una chitarra acustica 12-corde, la steel guitar e il mandolino.
Orchestra Sinfonica della RAI di Milano composta da 44 elementi.
La canzone originale è in tonalità di SOL maggiore.

Commenti sulla canzone

Dodi Battaglia

“È nato come brano strumentale composto da me e Roby. Per comporre la prima parte usai la prima dodici corde che mi sono comprato. Quando scoppiò il successo di Tanta voglia di lei, la nostra casa discografica guadagnò tanti soldi che decise di farci un regalo: ci dissero di andare in un negozio di strumenti musicali e di comprarcene uno a testa. Quella che acquistai, poi l’avrei utilizzata per incidere Pensiero e Mediterraneo. In quel periodo imperversava la musica strumentale di Mike Oldfield e Mediterraneo è figlia di Tubular Bells: con i suoi crescendo, ritengo che sia un pezzo pregevole.”

Eleonora, mia madre

  • Testo: Stefano D'Orazio
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Red Canzian, Roby Facchinetti
  • Timing: 6:22 ca.

Tra le cose vecchie quel vestito lungo dei vent'anni tuoi
come allora bello coi merletti non più bianchi per l'età
Donna tu, mia madre, scopro per la
prima volta
io a spiarti
dalla porta
tra le vecchie
cose tue
L'emozione cade nei pensieri della stanca tua realtà
chiaro quel ricordo si fa strada tra la fantasia e l'età
Sul tuo viso stanco
un sorriso spento
è quel che resta
di una vita
mai vissuta
sempre attesa
troppo ormai
La tua antica delusione
tra le prime rughe appare già
sciogli i tuoi capelli lunghi
come mai
cosi bella non ti ho vista mai?
Eri già mia madre troppo presto e solo per fatalità
con nemmeno il tempo che ci vuole ad imparare a far l'amore
Donna mai ma senza
mai rimpianti
la rinuncia
del tuo tempo
la tua unica
ragione
sempre io
Come posso adesso
risvegliarti
dal dolore
dei ricordi
dalla nostalgia
dei giorni
persi ormai

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording tra novembre e dicembre del 1974.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini, Ezio Rosa e Franco Santamaria.
Ass. Sound Engineer: E.Maffione e R.Monaldi.
Supporti: Nastro magnetico 16 piste.
Mixer: Telefunken.
Transfer: Milano Recording a cura di Marco Inzadi.

È la prima canzone scritta da Stefano D’orazio, autore dei testi.

La canzone è stata successivamente pubblicata su:

La canzone originale è in tonalità di LA minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Eleonora_mia_madre

Commenti sulla canzone

Roby Fracchinetti

“Io ho composto la musica, Stefano ha scritto il testo, Red l’ha cantata. Stefano ha scritto davvero un testo straordinario: dopo averlo letto, capii che poteva diventare importante per noi come autore, una validissima alternativa a Valerio”

Stefano D'Orazio

“Il primo testo che ho scritto per i Pooh. Roby aveva composto un brano che cadeva in un valzer nostalgico come a evocare altri tempi e io provai a scriverci su una storia di ricordi e di rimpianti. Parla di una ragazza madre che pur di avere suo figlio rinuncia sia alla giovinezza sia alla vita. Un giorno, frugando in un baule tra vecchie cose, ritrova il vestito dei suoi vent’anni e si perde nei ricordi dei suoi giorni migliori mentre il figlio, guardandola di nascosto, capisce d’un tratto quanda vita sia costata a sua madre la scelta di averlo cresciuto da sola dedicandogli tutta se stessa. Lucariello ne fu entusiasta e inventò il titolo Eleonora mia madre che da solo riassumeva tutto il senso della canzone”.

Red Canzian

“Eleonora in realtà non esiste, è un nome inventato. Ma quando l’hanno ascoltata per la prima volta i miei genitori sono rimasti molto colpiti, soprattutto mia madre: lei si chiama Gianna, e si è entusiasmata ascoltandola perché parla della figura materna. Ed è una mamma all’antica, una che parla di merletti, crini, canapé, cose che appartengono al passato. Direi che è una mamma dell’Ottocento…”

Valerio Negrini

Fra le vecchie cose quel vestito lungo dei vent'anni tuoi... Non l'ho conosciuta la tua guerra. L'ho vista al cinema e tu mi sbucciavi le Charms, l'ho giocata in cortile e tu mi ricucivi i pantaloni, l'ho imparata male a scuola e tu mi davi il libro sulla testa. Ma pestavo la mia prima neve con scarbe buone e Babbinatale generosi depositavano grandi pacchi per le mie dita golose.
Eri già mia madre troppo presto e solo per fatalità. Cavoli e cicogne andavano forte, allora, come Lupi e Babau, Coppi e Bartali, Garinei e Giovannini. Non hai avuto molto tempo di essere ragazza, peccato. Non dovevi essere mica male.
Donna tu mia madre scopro per la prima volta... Quando ti allacciavi quei reggicalze con le clips te l'aspettavi un figlio musicista? Chi suonava quando andavate a ballare? Ti puntavano o erano meno marpioni di noi? Siamo al giro di boa degli anni settanta, al Supermarket e nelle piazze piene di pugni agitati, al Quirinale, a Phnom Pen, sui Boeing dirottati nel deserto. Andiamo alla finestra e insegnami ancora una volta da che parte arriva il temporale.
Chiaro quel ricordo si fa strada fra la fantasia e l'età. Memoria di tempi tranquilli e sprecati, colati fra le dita come uova per fare la torta, pettinati lentamente su spiagge di secchielli e fotoromanzi, ripiegati negli armadi stagione per stagione, sempre più in fondo. Intanto noi, via di casa, scappiamo in Televisione, in America, in bocca al duemila e senza maglia di lana.
La tua antica delusione fra le prime rughe appare già. Vorrei caricarti su un Jumbo senza terroristi e farti vedere Disneyland, la casa di Gary Cooper, il Metropolitan di Caruso. Un giro in elicottero su New York, un baciamano da Frank Sinatra, le scatole di bucatini col prezzo in dollari.
La rinuncia del tuo tempo, la tua unica ragione sempre io. Quante valigie ci avete fatto, quanti autobus hanno girato l'angolo, quante canzoni sono passate di moda insieme alle vostre borse della domenica.
Come posso risvegliarti dalla nostalgia dei giorni persi ormai. Non li avete proprio persi, ma investiti in questa nostra vita scalciante e spropositata col tovagliolo che cade dalle ginocchia per il troppo vento, in telefonate che arrivano sempre da più lontano."
(Le Guerre Poohike (10) - continua in Pierre)

1966

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia
  • Timing: 5:02 ca.

Devo stare attento e so perché
rivisitando col pensiero gli anni miei fin qui
da un po' di tempo io
mi difendo, segno è
che al mio mondo
nuove ombre dà l'età
Ripercorro a volte certe vie
di nuovi eroi riveste i suoi silenzi la città
e io non ci credo più
seguo forse
solo ormai
l'esperienza
quanti dubbi ho
però
ho una casa
sono un uomo
fra la gente
quanti amici miei
si sono arresi
già vicini
fino a ieri
in cadute
e in risvegli ormai
sono stranieri
Piccola donna, dieci anni di meno
con la tua rabbia orgogliosa nel seno
mentre mi scarti e mi dici "sei fuori"
credi che i tuoi siano giorni migliori
Questa sera hai detto che verrai
e nella mia esperienza sono certo che verrai
ma so per altro che
ti nascondi
qui da me
non mi senti
solo il corpo tuo
mi dai
Sei nemica
mi rinneghi
qui mi segui
nel tuo mondo no
sono nessuno
Dalla tua parte
come una sfida
mi viene amore
ed anche se non vuoi
è proprio amore
Ti sei mai chiesta
chi inventava
questo tuo mondo
nel sessantasei?
Chi aprì la strada?
Guardami adesso
senza paura
odiami solo
se un giorno tu vedrai
che io mi arrendo

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

In questo brano Roby Facchinetti suona il clavicembalo.
La canzone originale è in tonalità di SI minore.

Orient Express

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 4:21 ca.

Divise il pane insieme a me
con un'arancia in mano poi
mezzo in inglese e a gesti un po'
del viaggio in India mi raccontò
vino di datteri mi versò
Parlò di gente andata via
cento corone in tasca e
mio Dio, là in Asia che cos'è?
C'è in quella terra una luce in più
c'è chi ne è vinto e non torna più
Nella notte il treno ad un confine
fu fermato
e lei ridendo
disse "È il treno delle spie
guarda bene quello biondo
laggiù in fondo"
Poi rimase offesa nel momento
in cui promosso
da uno sguardo
io da scemo ci provai
lesse un libro fino all'alba
in silenzio
Ma all'uomo magro coi caffè
lei disse "Due", sorrise e poi
stupenda anima del Nord
nella sua lingua che io non so
col suo saluto mi risvegliò
Diedi allora il meglio di me stesso
e stava per finire il viaggio
quando fui sicuro che
la mia casa avrei rivisto
non da solo
Quanta folla c'era alla stazione
quella sera
fu un istante
dal suo fianco mi spostai
mi domando
ancora adesso
dove è andata...

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

Questo brano nasce dalle suggestioni di Valerio Negrini relative al viaggio in Slovenia e Romania che fece in quel periodo.

La canzone originale è in tonalità d RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Orient_expres

Commenti sulla canzone

Dodi Battaglia

“Quando uscì dal gruppo, Valerio Negrini iniziò ad andare in giro per il mondo. Io un po’ lo invidiavo, percè noi eravamo sempre in tour o in sala, mentre lui poteva osservare direttamente realtà diverse. Brani come Air India e Orient Express sono figli di quelle esperienze. Il fatto è che lui le aveva vissute davvero, mentre noi ci limitavamo a suonare quei pezzi.”

Il tempo, una donna, la citta'

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian
  • Timing: 10:44 ca.

Polvere
il vento nella valle scivola
finestre semiaperte stridono
sui muri silenzioso il sole
giace
Vastità
di strade sconosciute ai passi miei
che suonano indiscreti come chi
violasse un mondo mai trovato
prima
Si avvicina lentamente a me
resta in ombra il viso per un po'
è una donna e sembra sia
pur presente e viva
un'immagine sospesa nel tempo
nata alla mente
prima che agli occhi miei
È un ritratto della fantasia
chiedo dove sono e lei chi sia
lei risponde "Vieni e poi
tu potrai vedere
ciò che il vento e il sole sanno da sempre
ciò che spiegarti
forse neanch'io saprei"
Lentamente
io la seguo, ho gli occhi su di lei
sto cercando
di sentire veri i passi miei
quanto prima lieve e poi via via
sempre più presente scopro intorno
da rumori e voci la città
prima spenta
riemergente e viva intorno a me
anche se oltre noi nessuno c'è
anche se oltre noi nessuno c'è
Voci di uomini in allegria
parlano forte di non so chi
vantano nel vino ognuno con vivaci accenti
come il mondo sfiderebbe
chi non fosse nato vinto
ma nella città si stenta
e si aspetta chi sa che
Chi ha del coraggio nel mondo va
voce di donna di stanca età
come una preghiera triste a chi si appresta al viaggio
“Quando tornerai, lo sento
figlio, io sarò nel vento
possa il mondo risparmiarti
per colei che in mente hai”
E solitario un canto di fanciulla in una stanza vuota
dietro una finestra chiusa in pianto si tramuta
fra pareti nude che il silenzio consumò
e la mente incerta a cosa esiste e cosa no
Poi la sconosciuta a un tratto il viso mi rivela
ne riscopro i tratti dolci gli occhi d'acqua pura
trasparente contro il sole l'abito di lei
ricomposta immagine di voci udite già
Non violata dall'iniquo tempo
sola e viva dove vive ormai
fredda l'eco di remote ombre
cui sottrarla solo io potrei
prendo le sue mani e breve e intenso è il suo respiro
Tace il vento sulle pietre bianche
anche il sole sembra attento a noi
cade il velo che l'attesa antica
forte e fragile le ricamò
Cade giù da un muro un sasso rotola e si ferma
L'aria si chiude al silenzio e poi
s'alza la polvere intorno a noi
io chiudo gli occhi li riapro e...

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.

La canzone è stata inserita dopo decenni nella scaletta dei concerti a partire dal Dove comincia il sole tour (2010/2011). Nel 2011 è stata pubblicata solo in formato Digital Download una versione registrata con la World Rock Symphony Orchestra.
La canzone è stata successivamente pubblicata su:

La canzone orginale è in tonalità di FA minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Il_tempo_una_donna_e_la_citta%27

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“Quando lessi per la prima volta il testo scritto da Valerio, gli domandai se era impazzito: per me erano parole assolutamente incomprensibili. Lui mi spiegò che era il racconto di un sogno: la donna di cui si parla è sua madre… Comunque dopo parecchie discussioni quel testo venne accettato, e attorno a quelle liriche surreali è nata una suite di 12 minuti cantata da tre voci che si alternano. Questa è la suite più lunga e complessa che io abbia mai scritto, ci sono ben 9 temi diversi e racchiude tutte le sfaccettature dei Pooh: strumentali, acustiche, corali, vocali, sinfoniche. Per me ogni volta che nasce una canzone è come se si compisse un piccolo miracolo. Tutto parte dall’istintività, poi piano piano si materializza qualcosa. Quando la musica è buona, lo capisci immediatamente, perché provi un’emozione fortissima. Ogni tanto mi domando se non avessi incontrato i Pooh quale itinerario avrei percorso. Anche se uno è un musicista talentuoso, deve avere le giuste opportunità per esprimersi, altrimenti il talento non serve a nulla… Vorrei dire grazie a Dodi, Stefano e Red perché grazie a loro ho potuto vivere esperienze meravigliose e capire quanto la musica sia importante per me. È la mia vita.”

Note sull'album

Interno della copertina dell'album

Foto a corredo dell'album    Foto a corredo dell'album

Foto a corredo dell'album

Foto a corredo dell'album    Foto a corredo dell'album

Foto a corredo dell'album    Foto a corredo dell'album

Altre edizioni

  • 1975 - Edizione promozionale per i juke-box su vinile 45 giri, CBS, YD 417. Lato A "Mediterraneo". Lato B "Una storia che fa ridere". Standard forata.
  • 1975 - Edizione promozionale per i juke-box su vinile 45 giri, CBS, PRG 36. Lato A "Mediterraneo". Lato B "Pensiero". Busta: Standard forata.
  • 1975 - Edizione su Stereo8, CBS 42 S 69118.
  • 1975 - Edizione su musicassetta, CBS, 40 S 6911.
  • 1975 - Edizione su vinile, CBS, CBS 69118; inserto di otto pagine incluso.
  • (Data non disponibile) - Edizione su musicassetta, CGD, 69118. Etichetta colore beige e celeste.
  • (Data non disponibile) - Edizione su musicassetta, CGD, 40 69118. Etichetta colore beige e verde.
  • (Data non disponibile) - Edizione su musicassetta della CGD, 40 S 69118.
  • 1975 - Edizione su vinile per il Giappone, Epic, ECPO-61; inserto con i testi incluso.
  • 1977 - Edizione su vinile, CGD, CGD69118; inserto incluso.
  • 1978 - Edizione su vinile per il Giappone, Seven Seas, GP 588; inserto incluso.
  • 1982 - Edizione su vinile, CGD, CGD 69118; inserto con i testi incluso.
  • 1988 - Edizione su CD della CGD, CDS 6102. Made in France.
  • 1989 - Edizione su vinile della Warner Music, 9031 70523-1.
  • 1989 - Edizione su musicassetta della Warner Music, 9031 70523-4.
  • (Data imprecisata) - Edizione su musicassetta, CGD, 9031 70523-4. Etichetta colore beige.
  • 1989 - Edizione su CD della Warner Music, 9031 70532-2.
  • (Data non disponibile) - Edizione su CD, CGD, 9031 70523-2. Made in Italy by Pozzoli.
  • 1990 - Edizione su CD, CGD, 9031 70523-2. Made in Germany.
  • 25.01.1996 - Edizione su CD per il Giappone, CGD, AMCE-927; EastWest Japan, AMCE-927.
  • 15.02.2005 - Edizione su CD per il Giappone, Strange Days Records, WAS-1014; Warner Music Japan Inc., WQCP-218.
  • 2015 - Edizione su vinile arancio chiaro, Vinyl Magic, VM LP 162; inserto incluso.
  • 2015 - Edizione su CD, Atlantic, 5054196402556.

 

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