Pooh - Rassegna Stampa Anni 2010 - 2010 - 1° parte

Nota

Cliccando sulle miniature si aprirà l'articolo in un pop-up grafico.

Anno 2010

Gennaio 2010 - Strumenti Musicali - N°1 - Pag. 72 - "Red Canzian [1]", di Patrick Djivas

Gennaio 2010 - Strumenti Musicali - N°1 - Pag. 72 - Red Canzian [1], di Patrick Djivas   Gennaio 2010 - Strumenti Musicali - N°1 - Pag. 72 - Red Canzian [1], di Patrick Djivas

[...] R - [...] Suonare con una band di successo ti fa sentire realizzato anche se [...] vivere con una band significa dovere rinunciare a volte alle voglie personali. Però se si riesce a trovare un buon equilibrio diventa una grande fortuna. Si possono fare tante cose anche da solo, ma ti devi fare delle domande e darti le risposte davanti ad uno specchio. In tre o in quattro ci si aiuta molto di più, anche per capire quali siano le scelte giuste da fare [...].
P - [...] penso che, dal punto di vista strettamente bassistico, il fatto di evolvere con uno schema preciso legato appunto al fatto di suonare con lo stesso gruppo, può diventare limitativo alla lunga.
R - È proprio così, ti fra crescere meno in altre direzioni, ti specializzi in una. Ma non impedisce niente; quando ho scoperto il fretless negli anni settanta, ho subito cercato di inserirlo nella musica pop dei Pooh, lo stesso per lo slap qualche anno dopo. Diciamo che ho fatto delle piccole contaminazioni, per quanto mi era permesso, dovendo accompagnare delle canzoni e non fare degli assoli. Questo vale per tutti, guarda Paul McCartney che ha lo stesso stile da più di 40 anni e non si può certo dire che non si sia realizzato [...].
P - [...] sei anche un cantante [...], hai un doppio ruolo all'interno del gruppo. Come vivi questa condizione.
R - Bene, anche se quanto canto mi accompagno col basso senza cercare di fare cose difficili per non compromettere il canto. Poi l'ho sempre fatto, sono nato musicalmente come cantante chitarrista, poi sono diventato cantante bassista, ma le due cose sono sempre andate insieme.
P - [...] come sei passato al basso.
R - Per la chiamata dei Pooh. Prima suonavo la chitarra, piuttosto bene anche. Avevo uno dei primissimi gruppi di rock progressivo che si chiamava Capsicum Red. Avevamo fatto un album interessante pubblicato dalla BlaBla, la stessa etichetta che aveva scoperto Franco Battiato. Poi quando mi hanno chiamati i Pooh, alla fine del '72, sono rimasto molto sorpreso. Anche perché suonavo un po' tutti gli strumenti, il piano per comporre, addirittura il sax perché in quegli anni per suonare nei locali dovevi fare rythm'n blues e quindi avevo imparato a fare i riff di Wilson Pickett ed altri, ma l'unico strumento che non avevo mai suonato era proprio il basso [...].
R - [...] mi sembra che il basso ti porti a una predisposizione riflessiva e globale, nel senso che nei gruppi il bassista vede spesso le cose in modo più ponderato. Anche sul suono in generale, non a caso io ho avuto studi di registrazione, mi occupo di produzioni [...].
R - Abbiamo registrato un album dei Pooh nei Caraibi a Monserat, negli studi di Georges Martin, e ho avuto il privilegio e l'onore di infilare il jack del mio basso in un Ampeg valvolare che era di Paul McCartney e che Georges aveva portato lì dagli studi di Abbey Road. Quando mi disse che questo era l'ampli col quale Paul aveva registrato buona parte della produzione dei Beatles mi sono quasi sentito male [...].

Rassegna Stampa Anni 2010 - Anno 2010 - 2° parte