Pooh - Per quelli come noi

Per quelli come noi
Per Quelli Come Noi

Lato A e lato B della copertina.

Dati

  • Titolo = Per quelli come noi
  • Data matrici = 15 ottobre 1966
  • Versione = Vinile 33 giri
  • Editore e codice = Vedette VRM 36033
  • Matrice lato A = 5112 LP
  • Matrice lato B = 5113 LP
  • Tipo audio = Stereo
  • Produttore e Supervisore Artistico = Francesco "Cesco" Anselmo
  • Arrangiamenti = Pooh
  • Registrazioni eseguite su Telefunken 6 Piste, da Zavibelli alla Rexon, Via Ludovico il Moro, Milano
  • Tecnico del Suono = Severino Pecchenini
  • Copertina dell'LP = A. Abbate (la foto della copertina è stata scattata contro il muro di una casa diroccata presso i Navigli di Milano)

Formazione

  • Mauro Bertoli = voce, chitarra e balalaika
  • Roby Facchinetti = voce, pianoforte e tastiere (lato A 1-2-3-4-6 / lato B 1-2-3-4-6)
  • Riccardo Fogli = voce e basso (lato A 1-2-3-4-6 / lato B 1-2-3-4-6)
  • Mario Goretti = voce, chitarra e armonica
  • Valerio Negrini = voce, batteria, percussioni, ntaoùli e santùri
  • Gilberto Faggioli = voce e basso (lato A 5 / lato B 5)
  • Bob Gillot = voce e tastiere (lato A 5 / lato B 5)
  • Musicisti ospiti
    Enrico Marescotti = tastiere e cori

Per quelli come noi

  • Testo: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Musica: Francesco Anselmo (*)
  • Armonica: Mario Goretti
  • Voce: Roby Facchinetti
  • Timing: 2:02 ca.

Per quelli come noi
c'è solo il vento
parlate anche di noi
solo un momento
se l'erba gelerà
sarà soltanto
il tempo di sparir
senza rimpianto
Voi che non vedete
non sentite ma parlate
giudicate
solo che non siamo seri
come voi
ma quelli come noi
non sanno odiare
lasciateci la forza
di cantare
non vi chiediamo niente
in fondo in fondo
lasciateci soltanto
il nostro mondo
Voi che non vedete
non sentite ma parlate
giudicate
solo che non siamo seri
come voi
ma quelli come noi
non sanno odiare
lasciateci la forza
di cantare
non vi chiediamo niente
in fondo in fondo
lasciateci soltanto
il nostro mondo
soltanto
il nostro mondo

il nostro mondo...

Note sulla canzone

Editore: Eliseo Edizioni Musicali.
*) La canzone è stata in realtà scritta (e successivamente accreditatagli) da Valerio Negrini per i testi e da Roby Facchinetti per la musica.

Il brano è uno dei più aderenti alla filosofia beat scritto dai Pooh, oltre a ricoprire la mai riconosciuta importanza di essere la title-track del primo album del gruppo.
Recentemente è apparsa nella cosiddetta “discografia satellite” (riferita alle ristampe "selvagge" del periodo Vedette) un'alternate take che presenta le caratteristiche tipiche di una demo, con un organo molto più presente.
La canzone, precedentemente pubblicata come facciata B del singolo Brennero 66, successivamente è stata pubblicata, oltre che su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970), su:

  • 1967 - Nel buio / Per quelli come noi (45 giri promo)
  • 1995 - Pooh Book (remake) (antologia) (6 CD, 6 MC)
  • 1998 - Un minuto prima dell’alba (remake del 1995) (antologia) (CD, MC)

La canzone originale è in tonalità di SOL minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Per_quelli_come_noi

Per ascoltare il singolo su Youtube: http://youtu.be/2IOE_COLeqg
Per ascoltare la versione "alternate": http://youtu.be/SkR3u5J8XPE

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“Era il retro di Brennero ’66 e fu scelto come titolo del nostro primo LP. In quel periodo incidere un 33 giri non era per niente usuale: era una specie di premio per il successo ottenuto con i 45 giri. Il nostro LP lo incidemmo su un Telefunken a 4 piste”.

Dodi Battaglia

“Uno dei primissimi brani dei Pooh, inciso prima del mio arrivo. È una bandiera dei miei anni Sessanta. In quel periodo tutti noi giovani eravamo convinti di dover cambiare il mondo”.

La solita storia

  • Testo: Armando “Pantros” Sciascia(*)
  • Musica: Francesco Anselmo (*)
  • Voci soliste: Mauro Bertoli, Valerio Negrini, Mario Goretti, Roby Facchinetti, Riccardo Fogli
  • Timing: 3:26 ca.

È la solita storia ormai
volevi vivere la tua vita
senza accorgerti che uno come te
ha solo il vento fra le sue dita
ora vuoi vivere la giornata
senza un attimo per pensare
che il tuo tempo è passato ormai
senza che avessi un turno nella partita
Lei non c'è più
se n'è andata via
ma quel che c'è stato con lei non importa più
La nostra logica ti ha insegnato
a nasconderti quando piangi
le speranze che avevi non ci son più
ma tu non sai capir come è stato
ma non devi più farci caso
è la solita storia ormai
ora sei uno dei tanti che ridono
forse per questo sei fortunato
Lei non c'è più
se n'è andata via
ma quel che c'è stato con lei non importa più
Ma non devi più farci caso
è la solita storia ormai
ora sei uno dei tanti che ridono
forse per questo sei fortunato
Lei non c'è più
se n'è andata via
ma quel che c'è stato con lei non importa più
è la solita storia
(non importa più)
è la solita storia
(non importa più)
è la solita storia
(non importa più)

Note sulla canzone

(*) La canzone è stata in realtà scritta (e successivamente accreditatagli) da Valerio Negrini per i testi e da Roby Facchinetti per la musica.

Editore: Eliseo Edizioni Musicali.

Successivamente è stata pubblicata, oltre che su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970), su:

  • 1967 - Nel Buio / La solita storia (45 giri promo e versione Juke-Box)
  • 1995 - Pooh Book (remake) (antologia) (6 CD, 6 MC)
  • 1998 - Un minuto prima dell’alba (remake del 1995) (antologia) (CD, MC)

La canzone originale è in tonalità di DO maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/La_solita_storia

Per ascoltare il brano su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=WLqecoxMYGM

Ora che cosa farai (La-La-La-Lies)

  • Testo e Musica: Pete Townshend
  • Testo italiano: Pallesi
  • Santùri: Valerio Negrini
  • Voci soliste: Mauro Bertoli, Valerio Negrini
  • Timing: 2:13 ca.

Lei
non vuol parlare più di te
tu l'hai delusa e adesso che
tu la vorresti ritrovar
cercarla ancora non potrai
mai
ora che cosa farai?
Lei
saprà scordare il tempo che
era felice insieme a te
ha scelto chi la seguirà
e tu fermarla non potrai
mai
ora che cosa farai?
Tu pensi che lei possa cambiar
ma niente ormai può farla tornar
Lei
saprà scordare il tempo che
era felice insieme a te
ha scelto chi la seguirà
e tu fermarla non potrai
mai
ora che cosa farai?
Lei
non vuol parlare più di te
tu l'hai delusa e adesso che
tu la vorresti ritrovar
cercarla ancora non potrai
mai
ora che cosa farai?
Lei
saprà scordare il tempo che
era felice insieme a te
ha scelto chi la seguirà
e tu fermarla non potrai
mai
ora che cosa farai?

Note sulla canzone

La canzone non risulta in nsssuna versione nell'archivio SIAE.

È la cover di "La-la-la-lies" dei The Who di Pete Townshend (autore del brano), tratta dall’album "My Generation", disco d'esordio del gruppo di cui è la quarta traccia. Fu pubblicata anche come singolo nel Regno Unito dalla Brunswick nel 1966.
Nelle note di copertina di una riedizione dell'album, Pete Townshend dichiarò: "Non era buona così come in questa versione prima che la facessi con Keith (Moon). Non è la mia preferita dell’album. Mi ricorda un po' Sandie Shaw".
In alcuni testi erroneamente la canzone è accreditata a Valerio Negrini e Roby Facchinetti.
La canzone è stata successivamente pubblicata su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970).

La canzone originale è in tonalità di SOL minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Ora_che_cosa_farai

Per ascoltare il brano su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=jagrinVYBrc

Istintivamente io e te (You'll find out)

  • Testo e Musica: Chris Simpson
  • Testo italiano: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Voce solista: Mauro Bertoli
  • Timing: 2:10 ca.

Darei ai vecchi un giorno per giocar
e ai giovani due ali per volar
il mondo lo vorrei triangolare
e una casa tutta nostra in fondo al mare
è questo un modo semplice per star
in pace con l'onesta società
M'han detto che domani volerà
un nuovo razzo nell'immensità
vorrei che lo potessimo fermare
e andare insieme poi dove ci par
domani forse tempo non avrai
domani come gli altri tu sarai
Tu vuoi dormire
perché sei un gabbiano stanco di volar
no, non spero certo di cambiare il mondo
ma vorrei poter contare almeno su di te
Io spero che se un giorno scenderà
un grande fuoco sull'umanità
ci resti una chitarra per cantare
e un piccolo balcone per guardar
nel clima di un festoso varietà
il vecchio mondo inutile bruciar
bruciar, oh yeah
bruciar, oh yeah…

Note sulla canzone

(*) La canzone potrebbe essere stata in realtà adattada per i testi da Valerio Negrini, nella continuità dei noti accordi con Armando Sciascia, ed è stata probabilmente registrata presso le Eliseo Edizioni Musicali; tuttavia non risulta presente in nessuna versione nell'archivio SIAE.

È la cover di "You’ll find out", scritta da Chris Simpson, e pubblicata come singolo da un oscuro gruppo inglese, The X-Calibres, nel 1966 per conto della Mercury. (1)
La canzone è stata successivamente pubblicata su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970).

La canzone originale è in tonalità di SOL maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Istintivamente_io_e_te

Per ascoltare il brano su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=4SJOHl-yUWQ

Quello che non sai (Rag doll)

  • Testo: Bob Crewe
  • Musica: Bob Gaudio
  • Testo italiano: Antonietta De Simone
  • Voce solista: Mauro Bertoli
  • Timing: 2:52 ca.

Piangerai
perché nessuno al mondo mai ti capirà
capirai
infine che non ha più scopo la pietà
Quel che tu non sai
quel che tu non sai
è che al mondo c'è
c'è chi piange per te
Pregherai
perché nessuno al mondo possa ricordar
che ci sei
perché nessuno debba ridere di te
Quel che tu non sai
quel che tu non sai
è che al mondo c'è
c'è chi ama te

Note sulla canzone

Editore: Saturday Music Inc. & Gavadima Music Inc. – EMI Music Publications Italia.
La canzone è presente nell'archivio SIAE con il titolo originale e non è menzionato l'editore italiano, pertanto i dati riportati sono stati desunti dallo spartito originale.

Nel 2010, la stazione radio WCBS-FM di New York City ha classificato, in base ai voti dei suoi ascoltatori, "Rag Doll" dei Four Seasons come la canzone numero uno di tutti i tempi.
"Quello che non sai" ne è la versione italiana. "Rag Doll" (Bambola di pezza) è stata scritta da Bob Crewe e Bob Gaudio ed è stata portata al successo dal quartetto statunitense che la pubblicò come singolo nel 1964, raggiungendo la vetta della Billboard Hot 100 il 18 luglio 1964 e rimanendovi in cima per due settimane.
Bob Gaudio racconta che la canzone fu ispiratagli da una ragazza dal viso sporco che pulì il parabrezza della sua auto e a cui lui, non avendo nichelini ma solo banconote nel suo portafogli, diede un biglietto da venti dollari; lo stupore della ragazza gli rimase impresso e scrisse la canzone non appena arrivato allo studio di registrazione, con qualche piccola modifica aggiuntavi da Crewe.
Nel 1967 fu un successo anche per la band inglese dei Tremeloes nella UK Singles Chart.
La canzone, precedentemente pubblicata come facciata B del singolo Bikini Beat, è successivamente apparsa su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970) e su:

La canzone originale è in tonalità di SI maggiore(Lo spartito è in tonalità di DO maggiore).
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Quello_che_non_sai

Per ascoltare il singolo su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=4VwWDMHmmz0

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

«Quando mi hanno proposto di entrare nei Pooh, conoscevo il loro nome ma molto poco la loro musica. Il giorno dopo esserci parlati, Mauro Bertoli, il primo chitarrista, mi portò a casa di sua nonna per farmi sentire le loro canzoni. Il primo brano che mi fece ascoltare fu proprio Quello che non sai. Io non lo conoscevo assolutamente, ma lo trovai di grande effetto… ogni volta che lo riascolto mi viene in mente quel momento: è stato l’incontro che mi ha cambiato la vita».

Dodi Battaglia

«Ricordo che questa canzone la ballavo su una terrazza di Misano Adriatico due anni prima di entrare nei Pooh».

Valerio Negrini

«Piangerai!...
Spàrati anche se ti prende la nostalgia dell'amore tuo mentre per la pagnotta devi suonare tutte le sere fino alle tre,
shu-a-uuh... quattrocento chilometri lontano da lei, nell'estate senza una lira del millenovecentosessantasette dopocristo, quando tutti vendono dischi tranne te; tutti sono abbronzati tranne te e tutti sanno della tua bella quel che tu non sai...
Il contratto non prevede licenze sentimentali, il furgone con la scritta è bene comune e non si tocca. Prenda pure i treni della notte chi non può farne a meno, basta che torni in tempo. Ore otto di un eroico mattino, bar della stazione terminale di Milano, aspettare ai bordi di un caffè l'ora in cui un certo babbo nemico dei musicanti esca di casa, perchè nessuno al mondo possa ricordar che ci sei...
Ore nove: catturato taxi nero con la riga verde; in cambio di buona parte del tuo denaro, ti avrebbe portato dove il tuo cuore voleva.
Capirai infine che non ha più scopo la pietà!...
La signora sulle scale sembrava un dobermann in ciabatte. Quella disgraziata di sua figlia è scappata coi figli dei fiori, quegli sporcaccioni e senzadio; l'hai ritrovata vestita da squaw fuori dal Piper quando ormai mancava meno di un'ora al maledetto treno del ritorno. Ti sei sentito come un coniglio nella polenta.
Forse al mondo c'è, c'è chi ama te, ma lei ti guardava con la faccia da tonno. Hai dovuto pagare da bere a tre straccioni originali inglesi e a un hippy di Modena perchè nessuno debba ridere di te, prima di ripartire da solo.
Pianura padana, esterno giorno: il musicista sull'espresso del Levante dorme in piedi. Dorme perchè da due giorni non lo fa; in piedi perchè oggi è Ferragosto. I colleghi riposatissimi e sessualmente realizzati lo aspettano implacabili al mare, dove le chitarre si scordano con l'umidità e le zanzare si ubriacano sui tedeschi e si schiantano sulle pelli della batteria.
Shu-a-uuh, pregherai... Si, anche di scampare alle piattole.
Quel che tu non sai è che la pena d'amore che scotenna il tuo cuore beat è nulla in confronto al dolore lancinante che conoscerai fra pochi minuti addormentandoti veramente in piedi nel corridoio del rapido per Rimini, quando le ginocchia ti si piegheranno per un attimo e sbatterai il mento sul maniglione di ferro del finestrino.
Shu-a-uuh...».
(Le Guerre Poohike (2) - continua in Piccola Katy)

Vieni fuori (Keep on running)

  • Testo e Musica: Gerald Wilfred “Jackie” Edwards
  • Testo italiano: Maurizio Vandelli (*)
  • Voci soliste: Valerio Negrini, Mauro Bertoli
  • Timing: 2:14 ca.

Vieni fuori
fuori dal mio cuor
tu non sei quel che eri un dì per me
perciò ti chiedo ancor
oh yeah
va fuori dal mio cuor
Vieni fuori
fuori dal mio cuor
io mi chiedo ancor perché sei quì
e ti ripeto ancor
oh yeah
va fuori dal mio cuor
Eh eh eh
quando gli altri un dì rideranno
rideran di me
eh eh eh
non m'importa ciò che diranno
fuori tu sarai
fuori dal mio cuor
Vieni fuori
fuori dal mio cuor
e se un giorno ancor ti rivedrò
ti ripeterò
oh yeah
va fuori dal mio cuor
Eh eh eh
quando gli altri un dì rideranno
rideran di me
eh eh eh
non m'importa ciò che diranno
fuori tu sarai
fuori dal mio cuor
fuori dal mio cuor
fuori dal mio cuor

Note sulla canzone

(*) L'adattamento italiano del testo è di Valerio Negrini e non di Maurizio Vandelli, come invece accreditato. Ai tempi vigeva uno strano regolamento SIAE che destinava al primo degli autori che adattasse in italiano un testo inglese, anche i proventi dei successivi adattamenti, disconoscendone quindi il lavoro.

Editore: Island Music Ltd., London – Polygram Italia s.r.l., Milano

È la versione italiana di Keep On Running di Gerald Wilfred Edwards, portata al successo da The Spencer Davis Group, gruppo in cui suonava Steve Winwood, noto musicista inglese.
La versione presente sull'album ha un arrangiamento musicale diverso rispetto a quella presente su Vieni fuori, primo singolo del gruppo, e in alcune delle raccolte pubblicate successivamente dalla Vedette Records e dalle sue successive emanazioni. Non è dato sapere al momento se la versione presente sull'album sia stata re-incisa dalla nuova formazione con Facchinetti e Fogli al posto di Gillot e Faggioli e nei credits dell'album vengono indicate come voci soliste quelle di Mauro Bertoli e Mario Goretti, contrariamente a quanto dichiarato recentemente da Mauro Bertoli in relazione al singolo, quindi è ipotizzabile che il diverso arrangiamento abbia visto anche avvicendarsi le voci all'interno del gruppo.
Negli anni '60 era uno standard molto suonato dai gruppi beat, con testi in italiano diversi da questa dei Pooh, come sopra detto, o nella versione originale.
La canzone è stata successivamente pubblicata, oltre che su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970), su:

La canzone orginale è in tonalità di LA maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Vieni_fuori

Per ascoltare la versione presente sul singolo Vieni fuori: http://youtu.be/w4TBznaGnCM
Per ascoltare la versione incisa per l'album Per quelli come noi: http://youtu.be/Zl2dIGj7_kU

Commenti sulla canzone

Valerio Negrini

“Dal Libro Primo della Genesi:
Prima ful il caos, poi vennero i dinosauri, Andreotti, gli Assirobabilonesi, Garibaldi, i papaveri, le papere e i Beatles. Infine nel mese secondo dell'Anno del Signore Millenovecentosessantasei venne un uomo. Ci ascoltò suonare e cantare impassibile come l'Uomo Del Monte quando assaggia gli ananassi e il suo dente d'oro lampeggiava nel buio del locale. L'organo Farfisa (sessantasei chilogrammi di cambiali) traballò pericolosamente sul nostro finale più esplosivo ed Egli finalmente disse "Si"! Disco e Contratto!
Vieni fuori, fuori dalla mela, dalla cantina, fai quarantacinque giri su te stesso e poi vedi se riesci ancora a toccarti la punta del naso. Il più atletico scaricava gli strumenti, il più bello faceva le fusa, il più pigro scriveva i testi delle canzoni.
Fuori dal mio cuor...
Beati gli inglesi che hanno i capelli più lunghi e le parole più corte.
Tu non sei quel ch'eri un dì per me...
Goodbye fidanzatine domestiche di balera, ci vediamo in Televisione! Intonando rime da codice penale e mettendoci le dita nel naso come i Rolling Stones, rotolammo e respirammo, inseguimmo nella nebbia impresari e discografici mascalzoni, ci sposammo quasi tutte le sere rischiando spesso la penicillina e sfuggimmo il servizio militare con false perizie psichiatriche o improbabili certificati di cittadinanza malese. Tempi duri per il tubo digerente. Essendo il cannibalismo un reato che cade in prescrizione dopo venticinque anni, fuori la verità! Non fu per demeriti musicali o risse per qualche donna che una notte di maggio dovemmo rimpiazzare il nostro tastierista britannico. Era semplicemente il meno denutrito e quindi più saporito e succulento. Proteine, signori!
Quando gli altri un di' rideranno...
E sghignazzavano eccome, fruttivendoli e baronesse, vedendo transitare i capelloni sul furgone variopinto, o peggio spingere il medesimo come profughi cambogiani sul selciato della gloria.
Non m'importa quel che diranno...
Se a vent'anni ti blocca lo starnazzare delle comari e la spocchia dello zio ricco, allora spàrati!".
(Le Guerre Poohike (1) - continua in Quello che non sai)

Non la fermare

  • Testo: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Musica: Francesco Anselmo (*)
  • Balalaika: Mauro Bertoli
  • Voce solista: Mauro Bertoli
  • Timing: 2:47 ca.

Non ti fermare per parlarle ancora
non le cantare le tue canzoni strane
lei ti ascolterà
ma poi se ne andrà perché
tu non le dici le solite parole
tu non la guardi come tutti gli altri
non t'importa di pensare come lei
Tu non hai niente che lei sappia amare
parole che lei possa ricordare
forse, come me
lei ride perché no, non sa
che sei felice con le tue canzoni
che non nascondi al buio le parole
che non ti riesce di mentire come lei
Tu non le dici le solite parole
tu non la guardi come tutti gli altri
non t'importa di pensare come lei
Tu non hai niente che lei sappia amare
parole che lei possa ricordare
forse, come me
lei ride perché no, non sa
che sei felice con le tue canzoni
che non nascondi al buio le parole
che non ti riesce di mentire come lei

Note sulla canzone

(*) La canzone sembrerebbe essere stata in realtà scritta da Valerio Negrini per i testi e da Roby Facchinetti per la musica, tuttavia risulta ancora accreditata presso la SIAE solo agli autori indicati.

Editore: Eliseo Edizioni Musicali .

La canzone è stata successivamente pubblicata su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970).

La canzone originale è in tonalità di MI minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Non_la_fermare

Per ascoltare il brano su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=EilDiix4i_o

La vostra liberta'

  • Testo: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Musica: Francesco Anselmo (*)
  • Voce solista: Mauro Bertoli
  • Timing: 2:16 ca.

La notte scende già
è triste la città
nessuno chiederà
di starvi ad ascoltar
la gente cerca chi
l'aiuti ad impazzir
e non discuterà
la vostra libertà
Amatevi fra voi
odiatevi fra voi
domani forse qui
più niente resterà
la vostra libertà
è un giorno per sognar
la forza per amar
e non dimenticar
Qualcuno se ne andrà
e non ritornerà
per uno come voi
nessuno piangerà
per una come lei
ho pianto troppo ormai
per una che ora va
e non si fermerà
Amatevi fra voi
odiatevi fra voi
domani forse qui
più niente resterà
la vostra libertà
è un giorno per sognar
la forza per amar
e non dimenticar

Note sulla canzone

(*) La canzone è stata in realtà scritta (e successivamente accreditatagli) da Valerio Negrini per i testi e da Roby Facchinetti per la musica.

Editore: Eliseo Edizioni Musicali .

La canzone è stata successivamente pubblicata su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970).

La canzone originale è in tonalità di RE minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/La_vostra_libert%C3%A0

Per ascoltare il brano su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=1thL1wyr18I

Nel buio (I looked in the mirror)

  • Testo e Musica: Bob Morrison
  • Testo italiano: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Ntaoùli: Valerio Negrini
  • Voci soliste: Riccardo Fogli, Valerio Negrini
  • Timing: 2:33 ca.

Nel buio della stanza so che pensi a me
e sfiori con le dita un viso che non c'è
ma la notte finirà
tutto il mondo ci vedrà
e tutti domani sapranno che ho scelto te
Se guardi lo specchio e vedi dietro a te
un'ombra grigia ridere di te
chiudi gli occhi e senti già
che è diversa la realtà
la notte si spegne e domani sarai con me
Nel buio della stanza è entrato il sole ormai
guardi le mie mani e ancora tu non sai
che nessuno brucerà
questa tua felicità
quell'ombra è svanita e io sono vicino a te
quell'ombra è svanita e io sono vicino a te
nel buio sola non sei più
tu stringi le mie mani e senti che
è tanto lontana la notte ormai
è tanto lontana la notte ormai.

Note sulla canzone

(*) La canzone è stata in realtà adattata per il testo italiano da Valerio Negrini ma non è presente nell'archvio SIAE in nessuna versione.

Editore: April Music.

Il brano è la versione italiana di "I looked in the mirror", la B-side del singolo "Hey! Man Puppet" del cantante inglese Bob Morrison, del dicembre 1965. La CBS aveva scritturato l’artista, a causa della sua immagine pulita, per un paio di singoli destinati al pubblico dei teen-ager, rimanendo probabilmente sorpresa da questo paio di canzoni prodotte dallo stesso Morrison, un pop garage con un bel riff distorto sulla facciata A ed un lento folk rock sulla facciata B. Per i posteri, questa fu la vetta di Bob Morrison, che dopo altri tre singoli con la CBS approdò ad un contratto con la Monument nel 1968 e sembrerebbe aver pubblicato un album solista nel 1971 per poi dedicarsi alla composizione per altri artisti, soprattutto nel genere AOR (Adult Oriented Rock). (2)
Apparsa su singolo l'anno seguente a quello di pubblicazione dell'album, viene spesso da diverse fonti accreditata erroneamente a Van Morrison dei Them, tanto da aver convinto anche lo stesso Roby Facchinetti, che è ancora oggi convinto di quanto dichiarato nel commento seguente.
La canzone è stata successivamente pubblicata, oltre che su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970), su:

La canzone originale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Nel_buio

Per ascoltare il brano su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=6AYiyUrLZZM

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“È un brano curioso. È la cover di un pezzo inglese, I looked in the mirror dei Them di Van Morrison. Era uno dei pezzi forti degli Slenders, il complesso in cui suonava Riccardo Fogli prima di entrare nei Pooh. Lo aveva scoperto, come succedeva spesso all’epoca, ascoltando Radio Luxemburg. Quando venne con noi chiese di continuare a cantarlo perché aveva parecchio successo ogni volta che lo faceva. Dopo un po’ Valerio scrisse il testo in italiano e lo incidemmo".

Brennero '66

  • Testo: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Musica: Francesco Anselmo (*)
  • Voce solista: Roby Facchinetti
  • Timing: 2:32 ca.

Ora non senti
nessuna voce
fra gli echi della sera
tanto ma tanto silenzio lì intorno
non fa paura
si muore bene in silenzio
e una campana tra i monti
racconta alla gente lontana
di te che sei morto per niente lassù
Nella tua casa
di pietra bruciata
non han mai visto la neve
ora sul muro è rimasta soltanto
quella tua foto
stringevi in mano il fucile
e una campana in paese
racconta a una donna che piange
di quel tuo fucile
che non servì a niente
T'hanno ammazzato
quasi per gioco
per dimostrare alla gente
che tra quei monti la voce del tempo
e degli uomini uccisi
non deve contare più niente
e la campana un po’ triste
che a te sembra tanto lontana
potrebbe tacere
e lasciare il silenzio
per te.

Note sulla canzone

Editore: Eliseo Edizioni Musicali .
(*) La canzone è stata in realtà scritta (e successivamente accreditatagli) da Valerio Negrini per i testi e da Roby Facchinetti per la musica.

Si tratta del primo brano scritto ed interpretato da Roby Facchinetti, appena entrato nel gruppo insieme a Riccardo Fogli in sostituzione di Bob Gillot e Gilberto Faggioli.
Il brano trae ispirazione dai frequenti omicidi di militari della Guardia di Finanza che in quel periodo avvenivano in Trentino Alto Adige. Presentata al Festival delle Rose in coppia con Roby Crispiano, cantautore appartenente anch’egli alla scuderia Vedette, subì l’imposizione da parte della “Commissione Censura” della Rai del cambiamento del titolo in "Le campane del silenzio" (per evitare il collegamento ai sanguinosi fatti di cronaca che avevano ispirato la canzone) e della modifica del testo, con l’eliminazione della frase “t’hanno ammazzato quasi per gioco”. Il sacrificio, accettato pur di non perdere la “vetrina” del festival, non venne ben assimilato dalla casa discografica che perse interesse nel promuovere il singolo, infatti pare che la versione di Crispiano non sia mai stata pubblicata.
Di questa canzone esiste un'alternate take, inserita nel 2006 in una delle ristampe su vinile dell'album Per quelli come noi.
Successivamente è stata pubblicata, oltre che su innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970), su:

La canzone orginale è in tonalità di LA minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Brennero_%2766

Per ascoltare il singolo su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=35xbDCQQyIM

Commenti sulla canzone

Pooh

“Era il tempo della canzone di protesta. Sull'onda dei folksingers americani, tutti ci trovammo d'un tratto a cantare contro la guerra, contro la bomba, contro il potere e contro il barbiere. Ma noi italiani non avevamo nelle nostre chitarre un Vietnam reale e scottante, razzismi endemici o Presidenti che potessero innescare catastrofi planetarie. Perchè non occuparsi, se il momento musicale portava in quel senso, delle cronache amare di casa nostra? In Alto Adige c'erano i terroristi che ammazzavano col tritolo i finanzieri italiani, la nazione ne era scossa e indignata e noi di questo dramma ne parlammo in musica, fieri se non altro di dimostrare che noi musicisti "beat" non eravamo solo un branco di insensibili e squinternati capelloni come molta opinione pubblica sbraitava. Approdammo al Festival delle Rose, manifestazione in quegli anni appetibilissima, con tanto di diretta Rai. Poche ore prima dell'esibizione fummo convocati inopinatamente da un arcigno funzionario della commissione di censura radiotelevisiva (allora c'era anche roba simile) e ci venne perentoriamente imposto, pena l'esclusione, di stravolgere il testo del brano, eliminandovi qualsiasi riferimento alla realtà, a partire dal titolo. Il discografico da Milano, ovviamente solidale con quei signori, volle suggerire di suo pugno gli opportuni cambiamenti, riducendo quel nostro pezzo ad un'insulsa litania che si doveva intitolare "Le Campane Del Silenzio" e che, per buona pace di tutti, non significava più assolutamente nulla. Soli e disorientati dovemmo soggiacere e quella sera cantammo la "cosa", in coppia con tale Roby Crispiano, futuro ex cantautore, il quale poi, in un eccesso di fair-play, proclamò in giro che quella canzone era sua. Questo potè fare in quanto, non essendo noi ancora a quei tempi iscritti come autori alla SIAE, quando si facevano i dischi, i nostri nomi non comparivano. I brani venivano depositati personalmente dai nostri boss discografici con pseudonimi fantasiosi che non nascondevano le loro eccelse persone e convogliavano nelle loro tasche i magri diritti d'autore da ciò derivanti. Chi siano Pantros, Selmoco, Tical e i loro simili forse un Di Pietro del futuro ve lo dirà. Io vi posso solo dire che per riacchiappare la paternità di tante nostre parole, noi e tanti altri come noi siamo per avvocati da decenni. Chi ha parlato di censura proterva, di manager rapaci e della nostra ipoglicemica ingenuità, ha però taciuto pro bono pacis della qualità tecnica dei missaggi radiofonici di allora. Nessuno intuì le disavventure di questo testo massacrato che invece doveva essere importante, nessuno per fortuna ascoltò altro che orridi suoni distorti e un bergamasco di vent'anni che sprecava voce in diretta da Roma. Fortunatamente il disco uscì come era stato concepito e, se pochi allora se lo comprarono, è oggi una robusta canzone viva che compie trent'anni. La censura è andata in pensione col bianco e nero e le nostre creature adesso le firmiamo noi." (1995).

Sono l'uomo di ieri

  • Testo: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Musica: Francesco Anselmo (*)
  • Voci soliste: Mauro Bertoli, Valerio Negrini
  • Timing: 2:07 ca.

Sono l'uomo di ieri perché
oggi sei cambiata
porti via quel che eri per me
tienimi la vita
Agli amici che chiedon di te
dove sei andata
non mi sento di spiegar
che tu sei fuggita
Non m'importa
non m'importa di te
non ti voglio più
non ti cerco più perché
Sono l'uomo di ieri perché
oggi son cambiato
dal momento che tu ormai
te ne sei andata
come sei cambiata
Non m'importa
non m'importa di te
non ti voglio più
non ti cerco più perché
Sono l'uomo di ieri
(come sei cambiata)
Sono l'uomo di ieri
(come sei cambiata)
Sono l'uomo di ieri
(come sei cambiata)...

Note sulla canzone

(*) Testi e musica sono in realtà di Valerio Negrini, Mauro Bertoli e Mario Goretti.

La canzone, probabilmente registrata al tempo presso le Edizioni Eliseo, non è presente nell'archivio SIAE.

Precedentemente pubblicata come lato B del singolo Vieni fuori con il titolo "L'uomo di ieri", non è mai stata pubblicata successivamente con nessuno dei due titoli, ad eccezione di qualche rara apparizione su alcune delle innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970).

La canzone originale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Sono_l%27uomo_di_ieri

Per ascoltare il singolo su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=i_VGS1IeO5A

Commenti sulla canzone

Mauro Bertoli

“Sciascia, il nostro discografico, continuava a spronarci per ottenere brani nostri e un giorno in studio, io e Mario stavamo giocando con le nostre chitarre, cercando non si sa bene cosa. Ad un tratto, da un giro di accordi in RE iniziai a creare un motivo carino; Mario mi seguì e nacquero le strofe. Mancava l'inciso. Non voleva uscire. A quel punto Valerio si mise alla batteria e urlando come un forsennato, suonando un tempo di Bo Diddley, si inventò un inciso. Non che fosse un granchè, ma funzionava. Il testo di Valerio, tranne la frase del titolo, è piuttosto scontato e non certo fra i suoi migliori, ma avevamo accontentato quel caro brontolone di Armando Sciascia, tutto contento dietro al vetro di regia. Mauro voce solista nelle strofe, Valerio nell'inciso. Valerio e Mauro. Ancora una volta il duo aveva dato risultati...".
(Dalla pagina Facebook Mauro Bertoli Official e dal canale YouTube Mauro Bertoli Official)

Nessuno potra' ridere di lei (Till the end of the day)

  • Testo e Musica: Raymond Douglas Davies, Coppola
  • Testo italiano: Armando “Pantros” Sciascia (*)
  • Voci soliste: Riccardo Fogli e Roby Facchinetti
  • Timing: 1:27 ca.

Non mi importa più
se di me riderai
questi giorni vuoti
finiranno per lei
finiranno per lei
yeah
Ora so
che tu mi dirai
“Non la cercare, lasciala andare
lei non è fatta per te!”
Domani sarà qui
qui dove il mondo non parla di noi
nessuno
potrà rider di lei
potrà rider di lei
yeah
non sarà
la fine del mondo
se nessuno
vorrà credere in noi
Domani sarà qui
qui dove il mondo non parla di noi
nessuno
potrà rider di lei
potrà rider di lei
potrà rider di lei
Domani sarà qui
qui dove il mondo non parla di noi
nessuno
potrà rider di lei
potrà rider di lei
potrà rider di lei

Note sulla canzone

(*) La canzone potrebbe essere stata in realtà scritta da Valerio Negrini per i testi, nella continuità dei ben noti accordi con Armando Sciascia. Al riguardo non ci sono fonti certe e viene addirittura accreditata erroneamente a Negrini e Facchinetti in alcuni testi. La versione originale risulta nell'archivio SIAE come composizione del solo Raymond Douglas Davies, quindi è probabile che il non meglio identificato “Coppola” figurante fra gli autori sia stato il primo a tradurla in italiano. Infatti, come ai tempi prevedeva uno strano regolamento SIAE, crediti e proventi derivanti anche da successivi adattamenti in italiano di testi stranieri, andavano al primo traduttore.

È la cover di "Till the end of the day" dei Kinks, scritta dal leader del gruppo Ray Davies e pubblicata come singolo nel 1965 per essere successivamente inclusa nel loro album "The Kontroversy Kink". Costruita intorno ad un power chord, come molti dei primi successi del gruppo, raggiunse l’ottavo posto nelle classifiche inglesi nel 1965 e il cinquantesimo posto in quelle statunitensi l’anno seguente, restando 8 settimane in entrambe. La canzone è stata oggetto di numerose cover negli anni successivi alla prima pubblicazione.
Esiste una versione diversa, probabilmente un'alternate take, spuntata di recente su alcuni CD della discografia non ufficiale consistente nelle innumerevoli ristampe non ufficiali della produzione del periodo Vedette (1966/1970).

La canzone originale è in tonalità di SI bemolle minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Nessuno_potra%27_ridere_di_lei

Per ascoltare il singolo su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=yFV-J9QyI3E

Note sull'album

Busta del vinile ed etichetta del lato A

Busta del vinile    Etichetta lato A del vinile

Inserto pubblicitario comparso sulle riviste

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Altre edizioni dell'album

  • 1966 - Edizione promozionale per il juke-box su vinile 45 giri, Vedette Records, VVN 33145. Lato A (titolo non disponibile). Lato B "La solita storia".
  • 1967 - Edizione su vinile, Vedette Records VRM 36033.
  • 1987 - Edizione su CD della Ricordi, collana Orizzonte, CDOR9337.
  • 1987 - Edizione su musicassetta della Ricordi, ORK 79337.
  • 1998 - Edizione su CD della BMG Ricordi su licenza Duck Record, MPCD 246.
  • 2002 - Edizione su CD della On Sale Music, 52 OSM 062, con titolo Memorie... Per quelli come noi; nel compact disc sono raccolte le canzoni degli album Per quelli come noi e Memorie.
  • 2005 - Edizione su vinile in 1000 copie numerate sul retro, Suoni Rari Records, SR 5.
  • 2005 - Edizione su CD, Ricordi CDOR 9337.
  • 2006 - Edizone su vinile rosso in 500 copie a cura BTF.
  • 2006 - Edizione su vinile della ristampa del 1967.
  • 2008 - Edizione su digipack della Duck Record.
  • 2008 - Edizione su vinile 180 gr in edizione limitata di 500 copie, Vedette Records ‎VRMS 36033.
  • 2012 - Edizone su vinile blu, BTF.

 

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