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Dossier "Parsifal i 40 anni": Infiniti noi - Martedi' 17.09.2013

Rigo di spartito

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 6:17 ca.

Che ti serve ormai
tormentarti per capire il mondo?
Farti soffiare dentro da ogni vento?
Niente c'è che valga il tuo sgomento
Guarda invece noi
piangi per l'amore se si perde
odiami se sei messa da parte
grida se l'amore grida forte
Perché noi qui
infiniti noi
siamo il tempo innocente
che nasce
dal silenzio
del mondo intorno a noi
Chi ti ascolta mai
dolce e disperata tra la gente
dove le tue mani son respinte?

Ciò che non è tuo non vale niente
Perché noi qui
infiniti noi
siamo il tempo innocente
che nasce
dal silenzio del mondo
intorno a noi
Io ti ascolterò
voce di stupito sentimento
io sarò il tuo tempo in un momento
con l'orgoglio di dormirti accanto
Guarda ancora noi
piangi per l'amore se si perde
odiami se sei messa da parte
grida se l'amore grida forte...

 

Ancora la coppia Facchinetti - Negrini per questa canzone che sarebbe divenuta il secondo singolo tratto da "Parsifal", pubblicato pochi giorni dopo l'arrivo nei negozi dell'album. Stranamente, la versione per il circuito juke-box del singolo presentava sul lato B "L'anno, il posto, l'ora" invece di "Solo cari ricordi".
Ai musicisti dell'Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, che formarono l'ensemble di 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli e 2 bassi ad arco che accompagnarono il gruppo, venne chiesto anche di partecipare ai cori "a bocca chiusa", richiesta insolita e stimolante per dei musicisti di estrazione classica.

«Lo registrammo con un’orchestra sinfonica. Lo ritengo uno dei pezzi più importanti del primo periodo dei Pooh. Ultimato il mixaggio, una sera restammo in sala ad ascoltarlo. Arrivò il padre di Stefano e si fermò sulla porta per sentirlo. Quando il pezzo finì, era visibilmente commosso. "Ragazzi", ci disse, "questa non è una canzone, è un’opera!"». Roby Facchinetti

Per quanto la canzone rientri fra i grandi classici del gruppo, mai si è cercato si approfondirne il testo, forse uno dei più pregnanti sull'amore mai scritto dall'indimenticabile Valerio Negrini. Con poche parole, efficaci e significative, un uomo dice alla sua donna che la cosa più importante è e resta il loro amore, che i crucci ed i malesseri derivanti dall'interazione con il mondo esterno alla sfera dell'intimo perdono d'importanza, rapportati all'unica cosa che veramente conta per un uomo e una donna. Perchè, in fondo e come sinteticamente ed efficamente ha ripetuto spesso anni dopo Terry Moore (cartoonist americano) nella sua serie più famosa "Strangers in paradise", "senza amore non siamo che estranei in paradiso".
Musicalmente "Infiniti noi" non ha particolari connotazioni che la contraddistinguano, come invece altre canzoni dell'album, se non un ruolo assolutamente predominante degli archi, i quali aprono il brano e sui quali si inseriscono per la prima strofa il pianoforte di Facchinetti e la voce di Battaglia. Grande ariosità e spazio conferiscono nel primo ritornello gli arrangiamenti vocali, modellati in fase di missaggio come consuetudine secondo i dettami di Lucariello: un crescendo solo vocale che ritorna, proprio come un mare gonfiatosi appena per un attimo per un soffio di vento, alla melodia della prima strofa, in cui gli archi fanno da contrappunto in modo più presente, fino a restare unici protagonisti nella strofa successiva, conferendo al pezzo un aspetto maestoso e quanto mai vicino alla tradizione della musica classica ed operistica che tanto cara è a Facchinetti. Si può apprezzare qui il grande lavoro svolto in quel periodo nell'universo musicale del gruppo da parte di Gianfranco Monaldi, da cui l'idea dei cori "muti" a cui partecipa la sezione d'archi di 22 elementi.
Dopo il secondo ritornello, per la ripresa delle strofe, agli archi ed al piano si aggiunge la chitarra acustica di Battaglia, a cui si uniscono dalla strofa successiva anche la batteria di D'Orazio ed il basso di Canzian. Gli strumenti e la sezione d'archi rimangono, ripetendo la linea melodica ed accompagnati dai cori "a bocca chiusa", sfumando mentre ad ogni ripetizione della strofa la musica sembra gonfiarsi, richiamando la stessa immagine del mare citata prima, ad affermare la forza che la consapevolezza dell'amore sa dare, quando si nutre di se stesso.
Il brano successivamente è apparso nella discografia ufficiale sempre in questa versione, anche se è stato eseguito spesso dal vivo in diversi periodi.

«Stefano questo pezzo lo chiama "infinita noia": dura quattro minuti e venti e per oltre tre minuti non c’è la batteria. Ogni volta che lo suonavamo, lui stava lì e non sapeva come far passare il tempo. Se lo osservi, vedi che fa le facce più strane». Dodi Battaglia

Infiniti noi / Solo cari ricordi
45 giri "Infiniti noi / Solo cari ricordi"

«Dossier "Parsifal i 40 anni": Infiniti noi» non termina qui.
Prossimo appuntamento con «Dossier "Parsifal i 40 anni": Dialoghi».